Passion

Oct 26

Rossini, Stabat Mater. E fu colpa sua, il tuo lento allontanarsi. Da questa cosa capace di travolgerci. Di portarci via.

Francesca Mazzucato

Superflua la dedica. Forse anche la musica, questa, che riesco a riascoltare lasciando che sia solo un po’ di forza a franare, bloccando la consueta emersione di dolore
Francesca Mazzucato
Jan 11

Superflua la dedica. Forse anche la musica, questa, che riesco a riascoltare lasciando che sia solo un po’ di forza a franare, bloccando la consueta emersione di dolore

Francesca Mazzucato

(Source: misslollymoon)

L’agonia delle fini. Lo sbriciolamento. Mettersi a nudo. E poi, l’improvviso.
Una tinta quasi noir. Il fiume, la musica, la sorpresa.
Il poeta e critico Leandro Piantini definisce così la narrativa sul corpo di Francesca Mazzucato “..vulcanica esternazione di umori ribollenti,il corpo viene raccontato nei suoi segreti, nelle sue tenere debolezze, nella sua indifesa e toccante precarietà.” Sul linguaggio di Francesca Mazzucato, la scrittrice Fiorenza Aste, invece scrive:“Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura. Senza retorica. Senza giochi. Senza indulgenze.Una lingua consapevole.”Un testo in ebook che è  una sorta di feroce epilogo. Crudele e commovente insieme, racconta cosa succede fra due amanti quando ormai tutto è logoro, quando non resta che mettersi a nudo, e lui, Pierre, ha ancora paura. La paura che non l’ha mai abbandonato.La protagonista per la prima volta narra come questo suo rapporto abbia “stuprato la sua innocenza nelle cose d’amore” e che sia diventato, passando attraverso il corpo, qualcosa di inquinante e crudele.A causa della trascuratezza e noncuranza dell’uomo?Forse.O, forse, non hanno mai parlato lo stesso linguaggio.Pierre, in fondo, non vuole mettere a repentaglio la sua tranquillità famigliare, le sue abitudini da supermercato la domenica, il suo essere musicista nel tempo libero e sentirsi importante. Dipenderà dal rapporto con la madre? La donna “bianchicapelli”? O con la moglie, trasandata e senza alcuna civetteria ma sempre capace di perdonare l’uomo che considera come “un terzo figlio”. Non si sa, se non si divora questo testo di crudeltà sopraffina, scritto con un montaggio calibrato e difficile, che certo non lascia indenni. La storia d’amore giunge quindi all’ atto finale, c’è una corale di “macabri pipistrelli” che diventano i protagonisti di una favola nera, si parla di amore negato, di assenza di confini e di Bach. Il vero tema.(insieme alla fine di un amore, necessaria per continuare a vivere) Tutto l’ebook è contrassegnato da un omaggio reiterato all’immenso compositore e a un suo testo in particolare, “Wachet auf, ruft uns die Stimme” del quale viene proposto un frammento di traduzione italiana.Una scrittura avida, colta, ferocissima, danneggiata, vorace, febbrile ultimo atto di una storia che ha inquinato e violentato la protagonista, per un tempo troppo lungo. Ma che, questa volta, non manca al concerto, e riesce, sulle note del compositore, a fare la sua uscita trionfale dalla gabbia di claustrofobia e dolore in cui era rinchiusa
Mar 21

L’agonia delle fini. Lo sbriciolamento. Mettersi a nudo. E poi, l’improvviso.

Una tinta quasi noir. Il fiume, la musica, la sorpresa.

Il poeta e critico Leandro Piantini definisce così la narrativa sul corpo di Francesca Mazzucato “..vulcanica esternazione di umori ribollenti,il corpo viene raccontato nei suoi segreti, nelle sue tenere debolezze, nella sua indifesa e toccante precarietà.”

Sul linguaggio di Francesca Mazzucato, la scrittrice Fiorenza Aste, invece scrive:
“Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura. Senza retorica. Senza giochi. Senza indulgenze.
Una lingua consapevole.”

Un testo in ebook che è  una sorta di feroce epilogo.
Crudele e commovente insieme, racconta cosa succede fra due amanti quando ormai tutto è logoro, quando non resta che mettersi a nudo, e lui, Pierre, ha ancora paura. La paura che non l’ha mai abbandonato.
La protagonista per la prima volta narra come questo suo rapporto abbia “stuprato la sua innocenza nelle cose d’amore” e che sia diventato, passando attraverso il corpo, qualcosa di inquinante e crudele.
A causa della trascuratezza e noncuranza dell’uomo?
Forse.
O, forse, non hanno mai parlato lo stesso linguaggio.
Pierre, in fondo, non vuole mettere a repentaglio la sua tranquillità famigliare, le sue abitudini da supermercato la domenica, il suo essere musicista nel tempo libero e sentirsi importante.
Dipenderà dal rapporto con la madre? La donna “bianchicapelli”? O con la moglie, trasandata e senza alcuna civetteria ma sempre capace di perdonare l’uomo che considera come “un terzo figlio”.
Non si sa, se non si divora questo testo di crudeltà sopraffina, scritto con un montaggio calibrato e difficile, che certo non lascia indenni.
La storia d’amore giunge quindi all’ atto finale, c’è una corale di “macabri pipistrelli” che diventano i protagonisti di una favola nera, si parla di amore negato, di assenza di confini e di Bach. Il vero tema.(insieme alla fine di un amore, necessaria per continuare a vivere) Tutto l’ebook è contrassegnato da un omaggio reiterato all’immenso compositore e a un suo testo in particolare, “Wachet auf, ruft uns die Stimme” del quale viene proposto un frammento di traduzione italiana.

Una scrittura avida, colta, ferocissima, danneggiata, vorace, febbrile ultimo atto di una storia che ha inquinato e violentato la protagonista, per un tempo troppo lungo. Ma che, questa volta, non manca al concerto, e riesce, sulle note del compositore, a fare la sua uscita trionfale dalla gabbia di claustrofobia e dolore in cui era rinchiusa

Regina. Regina di pizzo che languida attrae e si compiace, che si perde d’assenzio e consente a visioni, perversioni passate, presenti cornici ormai vuote e dimenticate, di compiere una “toccata e fuga”, una cosa adeguata alla musica più alta che ci sia, quella che porta l’illusione di angeli amici che non conoscono ali perdute o delle sembianze di un dio che non c’è, che non saprebbe, che non vorrebbe.Questo. Oltre al sollievo. E a una storia che tutto contiene
Francesca Mazzucato
Mar 23

Regina. Regina di pizzo che languida attrae e si compiace, che si perde d’assenzio e consente a visioni, perversioni passate, presenti cornici ormai vuote e dimenticate, di compiere una “toccata e fuga”, una cosa adeguata alla musica più alta che ci sia, quella che porta l’illusione di angeli amici che non conoscono ali perdute o delle sembianze di un dio che non c’è, che non saprebbe, che non vorrebbe.Questo. Oltre al sollievo. E a una storia che tutto contiene

Francesca Mazzucato

(via her-little-boudoir)