Rossini, Stabat Mater. E fu colpa sua, il tuo lento allontanarsi. Da questa cosa capace di travolgerci. Di portarci via.
Francesca Mazzucato
Rossini, Stabat Mater. E fu colpa sua, il tuo lento allontanarsi. Da questa cosa capace di travolgerci. Di portarci via.
Francesca Mazzucato
.. e guardando questa immagine, il suo simbolo, la mia fitta di dolore e la delicatezza della malinconia, ( questa malinconia, questa assenza che diventa parola necessaria) si fondono in qualcosa di indefinibile, un grembo, l’unico grembo per la sorte che ha, avrà, o avrebbe potuto avere questo sentimento, questa traccia indelebile, il suo caos, il mio peggio, il tuo capire, il tuo non esserci, il tuo tornare e poi ripartire.
(via erotic-pearls)
L’agonia delle fini. Lo sbriciolamento. Mettersi a nudo. E poi, l’improvviso.
Una tinta quasi noir. Il fiume, la musica, la sorpresa.
Il poeta e critico Leandro Piantini definisce così la narrativa sul corpo di Francesca Mazzucato “..vulcanica esternazione di umori ribollenti,il corpo viene raccontato nei suoi segreti, nelle sue tenere debolezze, nella sua indifesa e toccante precarietà.”
Sul linguaggio di Francesca Mazzucato, la scrittrice Fiorenza Aste, invece scrive:
“Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura. Senza retorica. Senza giochi. Senza indulgenze.
Una lingua consapevole.”
Un testo in ebook che è una sorta di feroce epilogo.
Crudele e commovente insieme, racconta cosa succede fra due amanti quando ormai tutto è logoro, quando non resta che mettersi a nudo, e lui, Pierre, ha ancora paura. La paura che non l’ha mai abbandonato.
La protagonista per la prima volta narra come questo suo rapporto abbia “stuprato la sua innocenza nelle cose d’amore” e che sia diventato, passando attraverso il corpo, qualcosa di inquinante e crudele.
A causa della trascuratezza e noncuranza dell’uomo?
Forse.
O, forse, non hanno mai parlato lo stesso linguaggio.
Pierre, in fondo, non vuole mettere a repentaglio la sua tranquillità famigliare, le sue abitudini da supermercato la domenica, il suo essere musicista nel tempo libero e sentirsi importante.
Dipenderà dal rapporto con la madre? La donna “bianchicapelli”? O con la moglie, trasandata e senza alcuna civetteria ma sempre capace di perdonare l’uomo che considera come “un terzo figlio”.
Non si sa, se non si divora questo testo di crudeltà sopraffina, scritto con un montaggio calibrato e difficile, che certo non lascia indenni.
La storia d’amore giunge quindi all’ atto finale, c’è una corale di “macabri pipistrelli” che diventano i protagonisti di una favola nera, si parla di amore negato, di assenza di confini e di Bach. Il vero tema.(insieme alla fine di un amore, necessaria per continuare a vivere) Tutto l’ebook è contrassegnato da un omaggio reiterato all’immenso compositore e a un suo testo in particolare, “Wachet auf, ruft uns die Stimme” del quale viene proposto un frammento di traduzione italiana.
Una scrittura avida, colta, ferocissima, danneggiata, vorace, febbrile ultimo atto di una storia che ha inquinato e violentato la protagonista, per un tempo troppo lungo. Ma che, questa volta, non manca al concerto, e riesce, sulle note del compositore, a fare la sua uscita trionfale dalla gabbia di claustrofobia e dolore in cui era rinchiusa
251.
Columbia, SC, USA
Labbra denti morso. Noi tu io che. Assenza ancora bruciante, assenza che lacera. Mi ammalo. Mi sono ammalata della tua assenza. Della sua implacabilità. Tu resti assente. Mi devi pensare non mi puoi cancellare.
Passion Project. Desiderosamente. Tracce vicine. Scrivere e scrivere e scrivere ancora
(via lorenzobracaglia)
..e quella che trovai in quell’albergo bianco fra pareti bianche e ho conservato fino a ritrovarla secca, come i miei polpastrelli, come il cuore..
Francesca Mazzucato
(via psychicheart)
..il mio corpo è nato conchiglia, guscio per accoglierti, dischiusa soglia, ora è di tessitura troppo leggera per sopravvivere al clima che diventa freddissimo, la sera, chissà a Zurigo, sapessi qui: il mio corpo era nato per te e mi si dice di lasciarti andare, ci proverò lo posso fare, ma sarà, [è un sussurro, che nessuno sappia davvero]
soltanto una finzione, una sublime recitazione, un atto incompleto, un lasciare inconcuso. scrivo. scrivo ancora. è quasi pronto. una storia breve per cominciare. note per il sito del desiderio, ci sarà il libro nerovestito, e poi ancora, e ancora le confluenze, quel romanzo d’attesa, quelle piccole gocce di fine, sull’acqua, e sulla speranza,e altro. Lasciando andare per finta. Mostrando distrazione consapevole
(via horizontallement)
"Nous fabriquons du souvenir."
- Georges Perros - Papiers collés 1 (via lamemoiredesjours)
When the music plays .. ^*^
Quel colore. Ti eccitava senza immaginare davvero le mie labbra. Delle mie labbra dimenticherai il sapore, Quando l’abbiamo condiviso- sapore, morbidezza- è stato una magia sollevata, un’agile melodia, una preghiera profana
(Source: burning-soul)
of dawn and dusk, 2011 by brooke shaden
Like this right now. What will happen? Where are you? Just one word, one whisper.
E sempre pensarti, quando i simboli di quel nostro noi mi riportano una memoria di carne.
(Source: gildam, via colliernoir)